SC Johnson ha riflettuto molto sull’idea di porre fine ai test sugli animali. Non ci siamo ancora riusciti, ma stiamo provando. Dato che i nostri prodotti vengono usati dalle famiglie di tutto il mondo, crediamo sia importante svolgere studi tossicologici per garantire che possano essere usati in sicurezza e con un impatto minimo sull’ambiente. Inoltre, SC Johnson deve rispettare quelle leggi e normative che, in Paesi di tutto il mondo, impongono di effettuare test per alcuni prodotti. Allo stesso tempo, concordiamo sul fatto che i test sugli animali vadano ridotti, migliorati per evitare inutili sofferenze agli animali e infine sostituiti con altri test: è l’approccio delle “tre R” di Russell e Burchs.

Partendo da queste convinzioni, il nostro primo passo è quello di usare, quando possibile, ingredienti già testati: in questo modo evitiamo test aggiuntivi, ma sappiamo comunque qual è l’impatto di quegli ingredienti sulla salute umana e sull’ambiente. Abbiamo creato enormi database di dati storici, per ridurre ulteriormente i test ogni volta che possiamo.

Abbiamo anche attivamente sviluppato, convalidato e applicato metodi di test alternativi, quali le analisi della corrosività e i modelli su equivalenti di tessuto umano, che hanno drasticamente ridotto il numero di animali usati nei test per i nostri prodotti. Siamo membri dell’Institute for In Vitro Sciences, che ha come scopo la promozione di metodi di test alternativi. Cerchiamo continuamente altri modi per fare altri passi avanti.

Questo problema, però, è più grande di una singola azienda e di ciò che scegliamo di fare, perché in molti casi le nostre scelte dipendono da requisiti di legge. I repellenti antizanzare, ad esempio, devono superare una valutazione tossicologica prima di essere venduti in molte aree geografiche, tra cui gli Stati Uniti e l’Europa, e tale valutazione può comportare test sugli animali.

Se da una parte tutti noi vorremmo evitare i test sugli animali, dall’altra i repellenti antizanzare hanno un ruolo fondamentale nel proteggere le persone da malattie pericolose come la malaria, la dengue e il virus del Nilo occidentale. Negli Stati Uniti, questi prodotti tengono lontane anche le zecche dei cervi, che possono causare la potenzialmente letale malattia di Lyme. È quindi importante continuare a produrre e vendere i repellenti antizanzare, anche se prima occorre testarli per rispettare i requisiti di legge. E tutte le aziende che li vendono devono sottostare agli stessi vincoli.

In alcuni casi, i test sono importanti anche per garantire che i prodotti possano essere usati in sicurezza dai consumatori, o che le sostanze chimiche dei prodotti non causino effetti a lungo termine sull’ambiente. È per questo che le normative premono per un aumento dei test, non una loro riduzione: ne sono esempi il regolamento REACH in Europa e, negli Stati Uniti, il Toxic Substances Control Act e il Federal Insecticide, Fungicide and Rodenticide Act.

Alcuni gruppi di difesa dei consumatori chiedono test più severi in tema di effetti cancerogeni o disturbi endocrini, test che in entrambi i casi potrebbero richiedere il ricorso ad animali. Di conseguenza, le aziende come SC Johnson stanno cercando di trovare il giusto equilibrio. Crediamo fortemente che i prodotti debbano essere sicuri per i consumatori di oggi e per il pianeta di domani: l’obiettivo è garantire tutto questo, ricorrendo il minimo possibile ai test sugli animali.

Certo, alcune aziende sostengono di non effettuare test sugli animali. In tutta onestà, è un’affermazione che ci lascia scettici, ma se anche fosse vera potrebbe semplicemente significare che quelle aziende non stanno facendo niente di nuovo. Le innovazioni di prodotto, ad esempio in termini di ridotto impatto ambientale, possono nascere dall’uso di nuove sostanze chimiche o da un uso diverso di sostanze già note, e in entrambi i casi occorrono dei test. Un’azienda che non innova può non avere questa esigenza, anche se deve comunque rispettare i nuovi requisiti di legge che potrebbero implicare test sugli animali. 

In altri casi, un’azienda che afferma di non effettuare test sugli animali potrebbe semplicemente essere un’azienda che occulta i fatti. Quell’affermazione non significa necessariamente che gli ingredienti non siano stati testati, anzi, è probabile che lo siano stati. La grande maggioranza delle sostanze chimiche usate nei prodotti è stata testata in termini di tossicità. Tuttavia, alcune aziende girano intorno alla questione poiché le loro materie prime sono state testate dai fornitori da cui le acquistano o da altri fornitori che si avvalgono di tali fornitori. Le loro affermazioni si basano soltanto sul fatto di non aver testato personalmente la formulazione di un certo prodotto... e non sul fatto che il prodotto o i suoi ingredienti siano stati sottoposti o meno a test nelle fasi precedenti della loro vita.

In SC Johnson, l’onestà e la trasparenza sono aspetti importanti delle affermazioni che facciamo. Pertanto, non facciamo dichiarazioni eclatanti che implichino più di ciò che è realmente vero. Piuttosto, quando ha senso, indichiamo chiaramente sul prodotto che non abbiamo svolto test sugli animali.  
 
La morale è che dobbiamo soddisfare requisiti di legge, di sicurezza e ambientali per i nostri prodotti, ma ci stiamo impegnando per farlo riducendo continuamente i test sugli animali.

Sappiamo che alcune persone potrebbero scegliere di non acquistare i prodotti SC Johnson per via delle proprie convinzioni animaliste. Speriamo però che ci darete una possibilità, poiché continuiamo a essere una delle aziende che lavora duramente per promuovere sviluppi in questa area. Cercate i nostri prodotti con le etichette che indicano l’assenza di test sugli animali: anche se non sarete del tutto soddisfatti, potrete stare certi che quella è la verità.

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